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Curiosità

Nel 1938 allo scopo di sviluppare nuove varietà più adatte al clima rigido della regione Nord del Giappone il Ministero dell’Agricoltura e Commercio apre la Stazione Sperimentale di Frutticoltura, Sezione di Tohoku nella città di FUJISAKI presso la Prefettura di Aomori.

Nel 1939 H. Nitsu, l’allora Direttore del Centro, eseguì 42 incroci tra 18 varietà diverse. Uno di questi fu fatto ponendo il polline (parte maschile) raccolto dai fiori della varietà Red Delicious sullo stimma (parte femminile) della varietà Ralls Janet.

Nel 1940, le 247 mele iniziali produssero 2004 semi che originarono 968 piantine; la selezione dei semenzali venne condotta sempre a Tohoku.

Nel 1961 la Sezione di Tohoku venne trasferita nella città di Morioka presso la Prefettura di Iwate cambiando anche il nome in Stazione di Ricerca in Frutticoltura.

Nel 1962 FUJI venne registrata come “Varietà di Melo – N° 1” presso il Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste del Giappone; il nome ufficiale di registrazione è Nuorin ichi-go.

La pianta originale di FUJI venne trasferita da Fujisaki a Morioka proprio come la Stazione di Ricerca. Ad oggi la pianta Capostipite di tutte le Fuji presenti nel mondo è ancora al suo posto a Morioka; ha prodotto fiori e frutti per tanti anni ma dal 2011 i fiori vengono completamente rimossi per alleggerire il peso dell’albero perché alcune grosse branche sono state colpite dal cancro della corteccia; nel 2012 purtroppo la bella e caratteristica forma della chioma è stata modificata dalla potatura eseguita su alcune branche per eliminare le parti malate.

Scoperta abbastanza casualmente da Anderson H.Mullins nella sua fattoria di Clay West in Virginia (U.S.A) attorno al 1890. Era il periodo in cui cercatori d’oro si affannavano nelle ricerche del prezioso minerale sulle montagne dell’Alaska, il signor Mullins non sapeva di aver trovato la fortuna nell’orto di casa sua. Nel 1914 egli spedì un piccolo campione di queste belle mele gialle ai grandi vivai Stark, in Lousiana, mettendo in rilievo le grandi capacità produttive di questa pianta, la bontà, la bellezza e la facile conservazione di questi frutti.

Il titolare, Paul Stark, si mise in viaggio per andare a vedere da vicino questa meravigliosa mela e, trovatale, ne rimase talmente entusiasta da offrire al signor Mullins la bellezza di 5.000 dollari per acquistare la pianta. L’albero fu protetto dai furti con una gabbia di ferro e con sistemi di allarme, racchiudendo anche la cima della pianta con rete di acciaio. Fu così che, dalla West Virginia ebbe inizio la riproduzione e la diffusione nel mondo di questa stupenda mela gialla, battezzata col nome di Golden Delicius dalla famiglia Stark, allo scopo di affiancarla nel commercio alla già consolidata e conosciuta Stark Delicious. Morto l’albero originale nel 1958, rimane tuttora un cartello stradale nelle vicinanze del luogo della scoperta della Golden per indicare il posto in cui nacque.

Questa cultivar è diffusa nella maggior parte di tutte le aree di coltivazione di melo del mondo. Diffusa commercialmente nel 1916 da Stark Bro’s and Orchard Co.,Louisiana.

Una Pera dal doppio Cognome……..WILLIAMS BARTLETT

La pera Williams fu individuata dal Sig. STAIR nella propria azienda per la prima volta alla fine del 1700 in un appezzamento di terreno presso Aldermaston, Berkshire-Inghilterra.
Le pere non ebbero mai un nome finché un piccolo imprenditore agricolo acquistò l’intera tenuta di Stair e decise di chiamarle con il suo cognome: Williams.
Un secolo più tardi, il mercante inglese James Carter esportò alcuni rami nella fattoria statunitense di Thomas Brewer, senza sapere che appartenevano alla varietà Williams. Poco dopo, il terreno di Brewer fu ceduto a Enoch Bartlett, che fece la stessa cosa di Williams un secolo prima: chiamò la sconosciuta varietà con il suo cognome, diventando per tutti gli americani la Bartlett Pear.
Qualche anno dopo precisamente nel 1828 Mr. Bartlett, desideroso di scoprire che sapore avessero le pere europee, comprò alcune casse da alcuni galeoni presenti in porto e che erano etichettate come varietà Williams.
Sebbene l’imprenditore americano iniziò a scorgere similitudini con le proprie pere sin dal loro aspetto esteriore, la prova del nove giunse all'assaggio: le sue pere Bartlett non erano altro che le Williams inglesi.
Da quel giorno, Williams diventò la denominazione ufficiale per questa varietà di pere, anche se il termine Bartlett viene ancora impiegato largamente, soprattutto negli Stati Uniti.
In Italia arrivò nel 1874; tutti i pomologi si dimostrarono fin da subito entusiasti di questa varietà, che venne raccomandata dal Congresso Pomologico nell’Esposizione di Treviso del 1888.
La produttività e la regolarità nella produzione, l’adattabilità al clima e ai più svariati terreni, la qualità dei frutti, fecero sì che, nel tempo, la pera Williams diventasse la varietà maggiormente coltivata nel mondo.
Ma il vero punto di forza della varietà consiste nella grande versatilità: è un ottima pera da tavola, si addice all’impiego industriale ed è perfetta per la prodizione di grappa.