Fondazione Navarra
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I Fratelli Navarra
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Gustavo (n. 1842 - m. 1907) e Severino (n. 1847 - m. 1921) Navarra
Gustavo e Severino, figli di Carlotta Aguiari e Alessandro Navarra, grande agricoltore e proprietario terriero di Ferrara, seppero continuare con onore e rispettabilità l'opera paterna. Entrambi ereditarono dal padre un ingente patrimonio, costituito da beni mobili e immobili, che contribuirono a conservare e ampliare attraverso gli acquisti di numerose tenute, e che lo destinarono al progresso dell'agricoltura ferrarese.
Gustavo Navarra viene inoltre ricordato dalla società ferrarese per aver svolto un importante ruolo nella vita cittadina, avendo ricoperto importanti cariche pubbliche.
La proprietà a cui faceva riferimento il testamento dei Navarra ammontava a 1.312,80 ettari, suddivise in quattro grandi tenute nella Provincia di Ferrara per un valore di 6.634.141,85 lire.

1) Gualdo di Portomaggioredi ettari 554,60
2) Malborghetto di Boara di Ferrara di ettari 181,50
3) Sabbioncello di Formignanadi ettari 254,50
4) Ambrogio di Copparodi ettari 322,20

Considerando il contesto geografico e la storia dei territori in cui aveva e ha sede il patrimonio immobiliare agricolo della Fondazione, si comprende che l'affermazione di Severino Navarra "nell'agricoltura è il vero avvenire del nostro paese e dell'Italia" è frutto di una concezione economica unanimemente condivisa nell'epoca e nell'ambiente in cui essi vissero. Tuttavia è altrettanto vero che il settore agro-alimentare, secondo dopo il settore manifatturiero, è una parte fondamentale della nostra attuale economia.
Oggi in Italia, l'agroalimentare, secondo dopo il settore manifatturiero, incide per quasi il 16 per cento sulla formazione del Pil. Il contributo del settore alla crescita del Paese è quindi particolarmente evidente in questa fase recessiva, mentre tutte le altre attività economiche, compresi i servizi, mostrano una brusca flessione. L'agricoltura dimostra la sua funzione anticiclica di enorme importanza, riflessa anche dall'incidenza diretta ed indiretta del sistema agroindustriale sul complesso dell'economia nazionale. Il settore è stato in grado di far fronte alle esigenze alimentari di una popolazione cresciuta dai 54 milioni di abitanti del 1970 agli oltre 60 milioni stimati nel novembre 2008.
Tutto ciò in un contesto nazionale dove, tra gli anni '80 ed oggi, mentre la superficie agricola è diminuita, le produzioni, comprese quelle zootecniche, sono aumentate. Abbiamo, ad esempio, perso circa 3 milioni di ettari di terreni agricoli, pari a circa il 19% della superficie agricola utilizzabile (Sau), ma contemporaneamente la produzione di cereali è aumentata del 16% e quella di carni del 14%.
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